Articolazione
temporo mandibolare (Sindrome di Costen,
Bruxismo, Artriti)
Distrofie
(Glossopatia atrofica, Lingua nigra villosa,
Lingua a carta geografica)
Malformazioni
congenite (Labbro leporino, palatoschisi)
Precancerosi
(Leucoplasia, Eritroplasia)
Sindrome
del cavo orale urente (B.M.S.)
Stomatiti
(Stomatite Aftosa, Stomatite Herpetica,
Candidiosi - Mughetto)
Tumori
Benigni (Fibromi, Papillomi,
Epulide)
Tumori
Maligni
ARTICOLAZIONE
TEMPORO MANDIBOLARE
Sindrome
di Costen
La patologia della articolazione
temporo-mandibolare è di stretta
competenza odontostomatologica e viene trattata
in particolare da ortodontisti e gnatologi.
La Sindrome di Costen, tuttavia,
per la tipica sintomatologia, presenta notevole
interesse Otorinolaringoiatrico.
Può essere dovuta
a traumi violenti e diretti ma, più
frequentemente è legata ai continui
traumatismi cui l'articolazione è
sottoposta nei casi di alterata occlusione
dentaria o all'abitudine a "digrignare
i denti" (Bruxismo).
I pazienti accusano: senso
di orecchio pieno e dolori all'orecchio
(fullness e otalgia) vertigini, acufeni,
e talvolta cefalea.
La sindrome, pertanto, è
degna di particolare attenzione anche da
parte degli specialisti Otorinolaringoiatri
poichè simula patologie in altri
ambiti: orecchio, labirinto, sistema nervoso
centrale e pone delicati problemi di diagnosi
differenziale.
La Terapia è
odontostomatologica (gnatologica) e comprende:
- Terapia medica:
antiinfiammatori, miorilassanti e cortisone
per via generale e locale (per infiltrazione
intraarticolare)
- Terapia fisica
(ginnastica mandibolare e laser terapia
antiflogistica)
- Ortodonzia (ripristino
della normale occlusione dentaria e/o
bite)
- Terapia chirurgica
(nei casi più gravi)
Bruxismo
Il bruxismo ("digrignare
i denti") consiste nel digrignamento
dei denti, dovuto alla contrazione della
muscolatura masticatoria, soprattutto durante
il sonno. Generalmente viene considerato
come una parafunzione, ovvero un movimento
non finalizzato ad uno scopo.
Il digrignamento perdura
per 5-10 secondi e, durante la notte, questo
evento può ripetersi varie volte.
Tipicamente, l'episodio compare nella fase
II del sonno (il che può anche essere
evidenziato da artefatti che compaiono sul
tracciato elettroencefalografico).
Si tratta di un fenomeno
abbastanza diffuso presso la popolazione
(5-20%) e generalmente non viene avvertito
dalla persona interessata. Il rumore causato
dallo sfregamento dei denti, invece, può
disturbare il sonno del partner di letto
e talvolta può essere talmente forte
da potersi udire anche in altre camere.
Generalmente al risveglio
la persona non avverte nessun disturbo tranne
nei casi di bruxismo intenso in cui si può
avvertire una sensazione dolorosa alle mascelle.
Il digrignamento, però,
può creare dei danni a causa dell'usura
della superficie masticatoria dei denti
sia dell'arcata superiore che di quella
inferiore e questa condizione, il più
delle volte, viene notata dal dentista.
Col tempo il bruxismo può produrre
alterazioni importanti dei denti, che perdono
dimensione verticale e più
in generale lo strato di smalto, e ciò
può facilitare l'insorgenza di carie.
Talvolta lo smalto può essere talmente
abraso da esporre la dentina, il che può
velocizzare la successiva erosione. A lungo
termine si possono verificare fratture o
perdite dentali.Si può anche avere
difficoltà ad aprire la bocca completamente
e aumento della sensibilità dei denti
al caldo o al freddo.
È,
infine, da notare che la dolorabilità
dell'articolazione temporo-mandibolare,
se continuativa, può produrre comparsa
di cefalea o arrivare alla disfunzione articolare
vera e propria.
I fattori eziologici del
fenomeno non sono noti: in alcuni casi si
è notata una predisposizione familiare,
talvolta si è fatto riferimento a
malformazioni mandibolari o a problemi d'occlusione
dentari e anche a stati psicopatologici
alterati (tensione emotiva, stress, aggressività)
o ad alterazioni del sistema extrapiramidale.
Al momento non esiste una
terapia specifica per questa condizione
ma vengono utilizzati degli opportuni dispositivi,
detti bite, che possono essere duri o morbidi
a seconda delle necessità, che proteggono
di notte i denti dall'erosione. Tali dispositivi
possono essere preparati appositamente per
la persona interessata (tramite rilevazione
le impronte delle due arcate). Tali apparecchi
oltre a proteggere lo smalto dall'erosione,
possono anche facilitare il ripristino di
un allineamento corretto delle arcate. In
alternativa, è possibile acquistare
bite da banco che mediante un riscaldamento
temporaneo si ammorbidiscono e si adattano
agevolmente ai denti, per poi irrigidirsi
una volta raffreddati.
Artriti
Nelle artriti (infiammazione
della articolazione) il dolore è
principalmente riferito alla regione temporo-mandibolare
affetta, mentre in una percentuale inferiore
si riscontra in regione masseterina e talvolta
a livello temporale.
Il dolore è prevalentemente monolaterale,
ma in una discreta percentuale di casi è
accusato anche controlateralmente, localizzato
in sede articolare; è assai frequente
la localizzazione masseterina, mentre quella
temporale e mandibolare sono pure frequenti.
Nei pazienti affetti da artrosi
dell’articolazione temporomandibolare
la distribuzione topografica del dolore
segue uno schema discretamente rigido.
Oltre alla prevalente localizzazione articolare
va segnalata infatti l’attribuzione
del dolore lungo una linea che, seguendo
la regione masseterina, si estende alla
mandibola e alla regione temporale.
Anche in questi pazienti il dolore è
nettamente localizzato all’emifaccia
del lato affetto:
Il dolore in origine dall’articolazione
temporo-mandibotare viene generalmente definito
come trafittivo e più raramente crampiforme;
assume caratteri di continuità in
prevalenza nei pazienti affetti da artrosi
temporo-mandibolare.
I pazienti lamentano talvolta
un dolore di tipo episodico soprattutto
durante la funzione masticatoria.
Le condizioni patologiche
algico-disfunzjonali del sistema masticatorio
che devono essere considerate come principali
responsabili di dolore orofacciale sono
le seguenti:
• dislocazione e
sublussazione condilo-disco-temporale
(artropatia disfunzionale temporo-mandibolare)
• artrite temporo-mandibolare acuta
e cronica (capsulite, retrodiscite, infrazioni
condilari)
• artrosi temporo-mandibolare (artropatia
degenerativa)
• miofibrosite dei muscoli masticatori
(sindrome miofasciale, bruxismo sintomatico)
La terapia si basa sull'utilizzo
da fanaci antiinfiammatori non steroidei
o di cortisonici per
uso locale o per bocca. La
valutazione della patologia è di
competenza dello gnatologo (dentista specializzato)
DISTROFIE
DELLA MUCOSA DELLA LINGUA
Glossopatia
Atrofica
La mucosa della lingua si presenta dapprima
arrossata e successivamente atrofica (sottile,
lucida e pallida).
La patologia, che può causare disfagia
(dolore), è soventemente associata
ad anemia (sideropenica o perniciosa) e
può associarsi ad analoghe manifestazioni
faringo-esofagee e gastriche (Sindrome di
Plummer - Vinson).
Lingua
Nigra Villosa
La mucosa della lingua si presenta ricoperta
da una patina di colore nerastro che allarma
molto il paziente. E' tuttavia una patologia
benigna ed è dovuta ad un anomalo
sviluppo di funghi saprofiti (ospiti) che
producono il pigmento nerastro.
La malattia guarisce spontaneamente dopo
qualche tempo senza terapia.
La guarigione può essere favorita
dall'uso di fermenti lattici e vitamine
idrosolubili.
Lingua
a carta geografica
Si presenta frequentemente nelle stesse
famiglie.
La lingua presenta zone arrossate alternate
ad altre biancastre.
Non è una vera malattia ma una forma
costituzionale.
MALFORMAZIONI
CONGENITE
Cheiloschisi
(labbro leporino), Palatoschisi
Usualmente descritte come entità
separate, le due malformazioni, sono in
realtà l'espressione di un unico
quadro malformativo, presente dalla nascita
(congenito), che consiste nella mancata
saldatura a livello della linea mediana
delle parti dell'embrione destinate a formare
lo scheletro del massiccio facciale.
La conseguenza del processo disembriogenetico
è la presenza di una fessura (schisi)
a livello delle labbra (cheilo) che si può
estendere nelle forme più gravi alla
mascella superiore (gnato), al palato duro
(palato), al palato molle (stafilo), sino
all'ugola (uvulo), configurando la cheilo-gnato-palato-stafilo-uvulo/schisi.
Le malformazioni possono anche presentarsi
in modo isolato, non abbinate tra loro.
Nelle forme più gravi il neonato
non è in grado di alimentarsi e ciò
giustifica la necessità di trattare
la patologia con un intervento ricostruttivo
sul labbro da eseguirsi precocemente (verso
il 30° giorno di vita).
L'intervento di ricostruzione del palato
(si utilizza la mucosa del palato residuo
e dell'interno delle fosse nasali) viene
invece eseguito all'età di 4 anni.
Lo specialista di riferimento per le malformazioni
del palato è, insieme all'otorinolaringoiatra,
il Chirurgo maxillo facciale.
PRECANCEROSI
sono
lesioni che in una elevata percentuale di
casi vanno incontro ad una trasformazione
maligna
Leucoplachia
Si tratta di una lesione di colorito
biancastro che si presenta sotto forma di
chiazze isolate o confluenti, sulla mucosa
della lingua e delle guance.
La patologia colpisce in genere i fumatori
e i bevitori.
La trasformazione maligna è frequente
anche se non obbligatoria.
Nell'epitelio della mucosa sono presenti
ipercheratosi (presenza di cheratina), acantosi
e displasia (alterazioni cellulari).
Esistono test specifici basati sulle colorazioni
della mucosa che consentono di riconoscere
le aree leucoplasiche più pericolose
(blu di toluidina). Le leucoplachie che
presentano segni di sospetta atipia, considerato
il rischio di trasformazione maligna (25-30%)
vanno asportate chirurgicamente o con il
laser.
Eritroplasia
La lesione è analoga alla
leucoplachia da cui si differenzia per il
colorito rosso - vivo.
Nell'epitelio sono presenti aree di gravi
alterazioni cellulari (displasia grave)
e, secondo alcuni autori, di trasformazione
maligna anche se limitata all'epitelio (carcinoma
in situ).
La malattia è molto più pericolosa
della leucoplachia e va sempre asportata
con urgenza chirurgicamente o con il Laser.
SINDROME
DEL CAVO ORALE URENTE
- (B.M.S.)
Altri sinonimi: STOMATOPIROSI
(SINDROME DELLA BOCCA URENTE)
La stomatopirosi o sindrome
della bocca urente (dall'inglese burning
mouth syndrome) è una malattia di
frequente riscontro nella pratica clinica.
La caratteristica principale
dei pazienti che ne sono affetti è
che soffrono di un bruciore orale diffuso
in assenza di lesioni mucose.
La stomatopirosi rimane per
il medico un rebus nosologico di non facile
soluzione.
Nell'eziologia della stomatopirosi
sono stati chiamati in causa svariati fattori
locali e sistemici.
In alcuni pazienti è
possibile identificare una o più
cause ma nella maggior parte dei casi la
malattia rimane idiopatica (senza causa
certa).
La patologia colpisce prevalentemente
il sesso femminile con rapporto 7:1 <approfondimento>
STOMATITI
- PROCESSI INFIAMMATORI
Stomatite
Aftosa
L'afta isolata o a gruppi, si presenta
come una piccola ulcerazione rotondeggiante
biancastra e con margini infiammati ed arrossati.
E' molto dolorosa, può provocare
febbre e guarisce spontaneamente in 6-7
giorni. Sembra essere provocata da fenomeni
autoimmuni legati a deficit delle IgA secretorie
(classe di anticorpi).
La durata ed i sintomi possono essere alleviati
da toccature locali con bicarbonato di sodio
e con altri farmaci topici specifici
Una alternativa alla terapia farmacologica
tradizionale può essere rappresentata
dalla omeopatia.
Nelle forme recidivanti e quando sussiste
elevata dolorabilità locale può
essere indicato l'utilizzo di specifiche
"medicazioni protettive" reperibili
in commercio.
Stomatite
Herpetica
Manifestazione dovuta alla localizzazione
del virus Herpes Simplex alla mucosa del
cavo orale. L'aspetto e le caratteristiche
non differiscono dalle ben note lesioni
Herpetiche che colpiscono le labbra. La
terapia si basa sull'uso di farmaci antivirali
sistemici e topici.
Stomatite
da candida (mughetto; candidiosi)
E' dovuta allo sviluppo anomalo di un fungo
sulla mucosa della lingua e del cavo orale
(Candida Albicans). Colpisce frequentemente
individui defedati ed immunodepressi.
Nei soggetti normali può rappresentare
una complicazione di prolungate terapie
antibiotiche.
La mucosa linguale appare ricoperta da membrane
di aspetto biancastro che si staccano facilmente.
La malattia si tratta con specifici farmaci
antimicotici topici, con toccature con blu
di metilene e violetto di genziana e con
famaci per via orale a base di fermenti
lattici e di vitamine idrosolubili.
TUMORI
BENIGNI
Fibromi
Sono dovuti nella maggior parte dei casi
a fenomeni traumatici durante la masticazione.
Si possono presentare come escrescenze sessili
(a larga base d'impianto) o peduncolate
(con un lungo peduncolo). Sono ricoperte
da mucosa di aspetto e superficie normali.
Possono determinare anche gravi disagi durante
la masticazione.
La terapia è chirurgica e consiste
nella asportazione del tumore in anestesia
locale con tecnica tradizionale o con il
laser.
Papillomi
Il papilloma è un tumore benigno
di origine virale denominato Papova Virus.
Il virus si trasmette per via orale, ma
è necessario un terreno favorevole
affinchè possa determinare la malattia.
Il tumore si presenta come una piccola escrescenza
di colorito roseo a superficie irregolare
moriforme (simile ad una mora).
Poichè, in alcuni casi in letteratura,
è stata descritta una trasformazione
maligna ed una diffusione locale, è
consigliata l'exeresi chirurgica in anestesia
locale con tecnica tradizionale o Laser.
Epulide
L'epulide è probabilmente
conseguenza di una reazione infiammatoria
localizzata di tipo granulomatoso, tuttavia
il trattamento terapeutico (exeresi chirurgica)
giustifica il considerare la malattia alla
stregua di un tumore benigno.
Si forma nello spazio interdentale (tra
un dente e l'altro), ha un colorito rosso
violaceo ed è ricoperto
da mucosa liscia di aspetto normale.
La neoformazione va asportata in anestesia
locale con tecnica tradizionale o Laser.
TUMORI
MALIGNI
Sono rappresentati quasi
esclusivamente da carcinomi che hanno origine
dall'epitelio della mucosa. Sono più
frequenti nei fumatori e nei bevitori.
Si localizzano prevalentemente al pavimento
della bocca (sotto la lingua) e alla lingua.
Nello stadio inziale si presentano come
una masserella dura e dolente, nel tempo
la massa si ingrandisce e si ulcera e compaiono
vivi dolori nella masticazione e nella deglutizione
(disfagia dolorosa).
La terapia è chirurgica e comprende
interventi parziali limitati ai casi iniziali
in cui si asporta la lesione con un ampio
margine di tessuto sano con la chirurgia
tradizonale o, , meglio ancora, con il laser
ed interventi di maggior portata in cui
si asportano ampie porzioni di tessuto insieme
alle linfoghiandole loco-regionali e, talvolta
a parti di mandibola che vengono ricostruite
con protesi idonee.
La prognosi è buona nei casi iniziali,
meno favorevole in quelli avanzati