Ghiandola lacrimale.
E' una ghiandola situata nella
parte supero-laterale della regione oculare
che si apre, mediante un certo numero di
canali escretori, nel fornice congiuntivale.
La sua funzione è quella di secernere
le lacrime. Le lacrime, che vengono prodotte
continuamente, facilitano lo scorrimento
delle palpebre sul globo oculare e rimuovono
le particelle che si depositano dall'aria
atmosferica.
Vie lacrimali.
I condotti lacrimali, che fanno seguito
ai punti lacrimali, decorrono nella parte
ciliare del margine libero della rispettiva
palpebra e sboccano nel sacco lacrimale.
Le lacrime penetrano nei condotti lacrimali
per capillarità e per l'azione dilatatrice
che il muscolo orbicolare dell'occhio esercita
sul sacco, con effetto di aspirazione.
Il sacco lacrimale è un serbatoio
membranoso, di forma cilindrica, accolto
nella fossa lacrimale, che, in basso, si
continua direttamente, senza limiti netti,
nel condotto naso-lacrimale; riceve lateralmente
lo sbocco dei condotti lacrimali, che vi
portano le lacrime. Normalmente, la sua
capacità è di 2 ml, ma, essendo
molto distensibile, può raggiungere
i 12 ml. Il condotto
naso-lacrimale è un dotto membranoso
che fa seguito al sacco lacrimale e decorre
nella parete laterale delle fosse nasali,
contenuto nel canale osseo naso-lacrimale,
a formare il quale concorrono l'osso lacrimale,
la mascella ed il processo lacrimale del
cornetto inferiore. Sbocca nel meato inferiore
delle fosse nasali appena al di sotto della
testa del turbinato inferiore.
Per la turgescenza del tessuto cavernoso
del turbinato inferiore che lo circonda,
la sua cavità può ridursi
ad una semplice fessura. Il condotto, infatti,
è solidamente unito al periostio
del canale da uno strato di connettivo denso,
nel quale si trova un plesso venoso, in
continuazione con il tessuto erettile del
cornetto inferiore. E' rivestito internamente
da mucosa.
PATOLOGIE
DEL CANALE NASO LACRIMALE
Considerati gli stretti rapporti
che intercorrono tra il decorso del canale
naso-lacrimale e le strutture nasali, ogni
patologia che interessa la porzione anteroinferiore
delle fosse nasali può provocare
patologie del canale ed in particolare ristagni
cronici del secreto lacrimale, infezioni
e stenosi (registringimenti e/o occlusioni).
Tra le affezioni rinologiche che possono
causare problemi ricordiamo in particolare,
la ipertrofia (gonfiore) dei turbinati,
i polipi nasali, le gravi deviazioni del
setto nasale e le sinusiti.
La malattia infiammatoria
più frequente del canale naso-lacrimale
è la dacriocistite
e può manifestarsi con caratteristiche
di acuzie o di forma cronica sin dall'esordio.
Mentre la dacriocistite cronica può
implicare solamente una lacrimazione continua
(epifora), la forma acuta può implicare
sia lacrimazione sia secrezione purulenta
con infiammazione, dolore e rigonfiamento
nell'area del sacco lacrimale.
L'ostruzione del dotto naso-lacrimale può
colpire anche i bambini con sintomi analoghi
a quelli dell'adulto.
La terapia
consiste nell'instillazione di colliri antibiotici
seguiti da massaggio del canale e del sacco
lacrimale. Se la sintomatologia persiste
è necessario effettuare il sondaggio
del dotto naso-lacrimale, in anestesia generale
con uno specillo.
In alcune situazioni il canale
può andare incontro nel tempo ad
un processo di progressivo restringimento
(stenosi) sino alla occlusione completa.
Le cause di ostruzione del dotto
lacrimale possono essere traumatiche, come
nel caso delle fratture nasali e della frattura
orbito-faciale isolata; post-chirurgiche,
come nel caso di una antrostomia inferiore
o di una rinotomia laterale; seguono le
cause infettive, che colpiscono per lo più
la prima infanzia, e l'epifora idiopatica
con ostruzione funzionale congenita del
dotto lacrimale.
Nei bambini quest'ultimo evento è
piuttosto comune, ma tende a risolversi
spontaneamente con il passare degli anni
per un aumento fisiologico del calibro del
dotto, per cui è consigliabile rimandare
l'intervento e limitarsi alla prevenzione
di complicazioni infettive.
DIAGNOSI
Oltre
allo studio per immagini con impiego di
tecniche convenzionali è ora possibile
fare un'indagine macro-dacrio-cistografica
a sottrazione d'immagini impiegando un mezzo
di contrasto idrosolubile che ci consente
di visualizzare il decorso e valutare il
calibro del canale lacrimale. Con questa
metodica è possibile localizzare
l'ostruzione del canale lacrimale e valutare
la pervietà del sacco lacrimale.
TERAPIA
CHIRURGICA
Quando il canale è
ostruito e non si sono raggiunti risultati
concreti con altre tecniche è necessario
procedere all'intervento chirurgico di dacrio-cisto-rinostomia
che consiste nel derivare il flusso lacrimale
nella fossa nasale attraverso un'apertura
artificiale praticata di solito al livello
dell'osso lacrimale ricostruendo una nuova
via di deflusso alle secrezioni lacrimali.
Tecnica
Questo
intervento può essere eseguito tramite
un approccio chirurgico "a cielo aperto"
oppure tramite un approccio endoscopico
(endonasale). Il primo è il più
conosciuto, ma lascia una cicatrice antiestetica
sul viso e può portare a disfunzioni
della "pompa lacrimale". L'approccio
endonasale è considerato oggi una
tecnica più innovativa e per certi
aspetti più valida; può essere
eseguita anche mediante l’uso di apparecchi
laser dedicati (laser a
diodi) abbinati a strumenti endoscopici
a fibre ottiche (dacrio-cisto-rinostomia
endoscopica laser assistita).
L'intervento
viene eseguito dall'otorinolaringoiatra
e dall'oculista.
ll paziente va in primo luogo sottoposto
ad anestesia generale dopo aver irrigato
la fossa nasale con una soluzione al 5%
di naftazolina e xilocaina e infiltrato
la mucosa sovrastante con una soluzione
di adrenalina-xilocaina allo 0,001%. L'intervento
avviene sotto continuo controllo endoscopico.
Si espone l'osso lacrimale attraverso il
turbinato medio e si accede al sacco lacrimale
dopo aver perforato con un trapano o con
il laser l'osso lacrimale. Alla fine della
operazione, dopo aver ricostrutito un nuovo
canale, si posizionano nei canali 2 piccolissime
sonde in teflon che vanno matenute in sede
per un periodo sufficente a garantire le
cicatrizzazione e la previetà della
nuova via lacrimale (da uno a tre mesi).