Sindromi
algiche cranio facciali
La responsabilità
del naso e dei seni paransali nel causare
dolori al cranio e al volto (cefalee e sindromi
algiche) è decisamente più
frequente di quanto si pensi.
I dolori sono provocati
e sostenuti da:
- Anomalie anatomiche (contatti
tra setto e turbinati)
- Processi infiammatori e
infezioni (allergie; riniti; sinusiti)
- Disfunzioni del sistema
nervoso (recettori e vie nervose)
- Neoplasie del naso e dei
seni paranasali
Le cefalee
causate dal naso (rinogene) devono essere
attentamente differenziate da altre patologie
algiche craniche (cefalee primitive e secondarie)
All'interno del naso esistono
zone ricche di terminazioni nervose molto
sensibili al dolore (trigger zone):
- la parte alta del setto
nasale
- il turbinato medio
- le zone vicine ai canali
di sbocco dei seni paranasali (etmoide)
Queste aree possono acquisire
una aumentata sensibilità
agli stimoli algogeni (dolorosi)
per la presenza di:
- Fenomeni infiammatori
allergici e non, infezioni, modificazioni
climatico ambientali, inalazione di polveri,
altre patologie organiche.
- Disturbi neurologici
a carico dei recettori del dolore o delle
vie nervose deputate alla percezione e al
trasporto degli stimoli dolorosi.
Nel primo caso parleremo
pertanto di Sindromi algiche rinogene organiche
poichè esse sono causate da una malattia
o da una anomalia anatomica; nel secondo
caso di Sindromi algiche rinogene neurogene
in quanto secondarie ad un disturbo nervoso.
Le cefalee rinogene
devono essere differenziate dalle altre
forme algiche che colpiscono il cranio dette:
- Cefalee secondarie
che sono sintomi di altre forme morbose:
Stenosi della carotide interna, Ipertensione,
Ictus, Feocromocitoma, Arterite temporale
di Horton, Tumori, Forme post-traumatiche,
psicogene.
- Cefalee primitive
che sono sintomo e malattia ad uno stesso
tempo: Emicrania, Cefalea a grappolo, Cefalea
muscolo-tensiva. Per la diagnosi di queste
forme, oltre alla vivita Otorinolaringoiatrica,
è sempre assolutamente necessaria
una consulenza neurologica.
SINDROMI
ALGICHE RINOGENE ORGANICHE
Anomalie
anatomiche (contatti tra setto e turbinati)
Sono la causa più frequente
di cefalea rinogena.
Consistono nelle presenza di deviazioni
o creste del setto che comprimono la parete
laterale della fossa nasale dove si trovano
i turbinati stimolando aree di mucosa nasale
ricche di terminazioni nervose deputate
alla percezione del dolore.
La sintomatologia dolorosa viene scatenata
dalla occasionale esposizione a fenomeni
infiammatori (allergici o infettivi), a
modificazioni dell'aria inspirata (variazioni
climatico-ambientali), all'inalazione di
polveri o di altre sostanze.
La cefalea è caratteristica. Si localizza
alla radice del naso e si irradia all'occhio,
dura alcune ore o alcuni giorni è
scatenata da variazioni climatico-ambientali
o da reazioni allergiche o infettive, si
accompagna a fotofobia (fastidio alla luce),
lacrimazione ed arrossamento dell'occhio
dallo stesso lato della anomalia anatomica
endonasale.
La diagnosi si formula in base al colloquio
anamnestico (la storia dei sintomi e delle
malattie del paziente), agli esami endoscopici
(videoendoscopia a fibre ottiche) e mediante
la TAC e la Risonanza magnetica.
Un test fondamentale in tutte le sospette
cefalee rinogene ed in particolare in quelle
da contatto turbino-settale è il
test di soppressione anestetica della crisi
algica che si esegue applicando all'interno
del naso una medicazione anestetica nella
zona del contatto. Tale medicazione, se
il test è positivo, blocca ogni sintomo
doloroso.
Processi
infiammatori e infezioni (allergie, riniti,
sinusiti) I dolori cranio - facciali
causati dalle sinusiti si irradiano tipicamente
alla radice del naso nella sinusite etmoidale,
al vertice del cranio e alla regione occipitale
nella sinusite sfenoidale, alla fronte nelle
sinusiti frontali. <Approfondimento>.
Neoplasie
del naso e dei seni paranasali Le
algie, di durata continua o subcontinua,
sono progressivamente ingravescenti e si
localizzano alla sede di insorgenza della
neoplasia. Sono in genere presenti molti
altri sintomi che dipendono dalle caratteristiche
peculiari di ogni singola neoplasia. <Approfondimento>
SINDROMI
ALGICHE RINOGENE NEUROGENE
Disfunzioni del sistema
nervoso (recettori e vie nervose)
In queste forme che non si accompagnano
all'esistenza di anomalie anatomiche e neppure
alla coesistenza di fenomeni infiammatori
allergici o infettivi, esiste un'alterazione
funzionale a carico delle strutture nervose
deputate alla percezione del dolore.
Può esistere una variazione del livello
di soglia dei recettori situati nelle zone
trigger oppure una alterazione della funzione
del ganglio sfeno palatino (centro nervoso
del naso e dei seni paranasali) dovuta ad
una mancata inibizione da parte del sistema
nervoso centrale.
Esempio:
pensiamo al sistema di allarme di una abitazione:
esso è formato da una sirena (allarme);
da sensori ambientali; da una centralina
e dai collegamenti elettrici con l'impianto
dell'alloggio.
Il dolore, (che ha sempre un significato
di segnale di allarme), può essere
paragonato alla sirena dell'impianto.
Nelle cefalee rinogene neurogene
il danno può essere situato:
- a livello dei recettori
per il dolore situati nelle zone trigger
e può essere paragonato ad un problema
dei sensori ambientali dell'impianto di
allarme.
- a livello del ganglio
sfeno palatino (centro nervoso del naso
e dei seni paranasali) e può essere
paragonato ad un problema della centralina
dell'impianto di allarme.
La cefalea è caratteristica:
si localizza alla radice del naso, si irradia
all'occhio, all'orecchio e talvolta al collo
alla spalla e ad un braccio.
Può durare alcune ore ed è
caratterizzata da un dolore urente (bruciore)
a crisi improvvise che si ripetono senza
una frequenza precisa non precedute da sintomi
premonitori. La crisi algica è scatenata
da situazioni particolari (stanchezza, ciclo
mestruale, inalazione di alcune sostanze
odorose come l'alcool e l'ammoniaca) si
accompagna a "naso chiuso", fotofobia
(fastidio alla luce), lacrimazione ed arrossamento
dell'occhio dallo stesso lato dei dolorl.
SINDROMI
NEVRALGICHE
La più comune e la
più grave sindrome nevralgica del
distretto cervico facciale è rappresentata
dalla nevralgia del trigemino. Esistono
altre sindromi nevralgiche meno note che
verranno descritte nei singoli settori (nevralgia
del plesso cervicale, nevralgie a partenza
dalla articolazione temporo mandibolare,
nevralgia dei nervi: glosso faringeo, laringeo
superiore, laringeo inferiore e del plesso
nervoso della carotide).
La nevralgia trigeminale può essere
primitiva quando non è associata
ad altre lesioni o secondaria quando dipende
da altre patologie.
Nevralgia trigeminale
primitiva (essenziale)
La sintomatologia è sempre unilaterale
e nelle forme essenziali interessa le zone
di proiezione cutanea delle tre branche
del trigemino (oftalmica, mascellare, mandibolare)
(A, B, C). Il dolore insorge improvvisamente
ed è di solito violento e lancinante.
Al dolore può far seguito un'iperestesia
dell'area cutanea interessata.
ll dolore non supera mai la linea mediana,
può essere talvolta limitato ad una
sola delle tre branche.
Nevralgia trigeminale
secondaria
Nelle forme secondarie, i dolori trigeminali
possono derivare da fatti compressivi, infiltrativi
o infiammatori a carico dei rami del nervo.
Le caratteristiche e la distribuzione topografica
delle algie dipendono quindi dalla patologia
primitiva.
La diagnosi differenziale
che deve essere eseguita dal neurologo o
dal neurochirurgo deve prendere in considerazione
soprattutto l'emicrania. Essa è unilaterale
e spesso periodica, può essere preceduta
da scotomi, si presenta a crisi di varia
durata a sede temporo-parietale, con possibile
estensione occipitale, ed è spesso
accompagnata da nausea e vomito. Essa è
dovuta a fenomeni vasomotori (prevalentemente
vasodilatatori) che interessano il territorio
della carotide esterna. Anche la cefalea
istaminica deve essere presa in considerazione
nella diagnosi differenziale delle nevralgie
trigeminali. Essa ha sintomatologia di tipo
emicranico con crisi di durata più
breve e con manifestazioni algiche più
attenuate e limitate per lo più alla
regione temporale.
Terapia
Le crisi dolorose trigeminali ben poco risentono
della comune terapia antalgica. Una cura
causale può essere utilmente impiegata
nelle forme secondarie, mentre la terapia
d'elezione per le forme essenziali è
rappresentata dall 'alcoolizzazione del
ganglio di GASSER con un intervento eseguito
dal neurochirurgo.
DIAGNOSI DELLE CEFALEE
Per la diagnosi di queste
forme, oltre alla visita otorinolaringoiatrica,
è sempre assolutamente necessaria
una consulenza neurologica che può
essere eseguita dal singolo specialista
o presso strutture particolari specializzate
(centri cefalee).
TERAPIA DELLE
CEFALEE
La terapia farmacologica
tradizionale si basa sull'utilizzo
di FANS, di antidolorifici e di altri farmaci
specifici
Una possibile alternativa
alla terapia medica tradizionale può
essere rappresentata dalla Omeopatia
Una ulteriore opzione terapeutica
è costituita dalla Agopuntura cinese.
La terapia chirurgica
è l'unica in grado di risolvere il
problema, se esiste una causa organica otorinolaringoiatrica
(anomalie anatomiche, sinusiti, polipi)
consiste in:
- Settoplastica tradizionale
o Laser per eliminare i contatti turbino-settali
- Chirurgia endoscopica
nelle sinusiti e nella poliposi nasale
- Interventi
sul ganglio sfeno palatino e sulle vie nervose
del dolore per le forme neurogene