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  Patologie ed inestetismi del distretto cervico-facciale
Chirurgia otorinolaringoiatrica e chirurgia estetica
Specialisti in Otorinolaringoiatria, in Chirurgia Estetica
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TRATTAMENTO DELLE CICATRICI

Le cicatrici cutanee sono la conseguenza inevitabile di un trauma che ha danneggiato la pelle, di una incisone per un intervento chirurgico oppure di malattie della pelle (acne, varicella).

Contrariamente a quanto alcuni credono, le cicatrici non si possono cancellare in alcuna maniera.

Si possono tuttavia migliorare di molto e rendere accettabili dal punto di vista estetico.


In base al tipo di cicatrice esistono trattamenti diversificati:

 

Cicatrici retraenti e depresse

(si usano trattamenti chirurgici tradizionali e trattamenti "leviganti")

- Revisione chirurgica: si asporta l'area cicatriziale e si sutura con attenzione e precisione.

- Dermoabrasione e microdermoabrasione: si "leviga" la zona cicatriziale con frese chirurgiche

- Peeling chimici (si "leviga" la cicatrice con acido salicilico, tricloroacetico, fenolico)

- Laser resurfacing (si "leviga" la cicatrice con il laser)
Riempimento con filler (si "riempiono" le zone cicatriziali con acido ialauronico e altri filler)

Cicatrici ipertrofiche, cheloidee

Aspetto rilevato, arrossato, consistenza dura.

- Revisione chirurgica: asportazione e risutura con attenzioni particolari.

- Linfodrenaggio della cicatrice

- Infiltrazioni di cortisone

- Compressione della cicatrice con apposite tecniche

Cicatrici in seguito a malattie della pelle (acne e varicella)
Vedi sezione dedicata

 

TRATTAMENTO CHIRURGICO "LEVIGANTE"

Tutte le tecniche che si utilizzano nel trattamento hanno la finalità di levigare la pelle eliminandone gli strati superficiali. Per raggiungere questo scopo si usano metodi di tipo

- chimico: peeling con acido glicolico a varie concentrazioni, peeling con acido tricloroacetico

- meccanico: dermoabrasione, microdermoabrasione

- fisico: Laser skin resurfacing con laser CO2 ultrapulsato, laser Herbium, Dye laser e altri

Nessuno di questi metodi consente una eliminazione completa delle cicatrici.
Si può tuttavia ottenere un notevole miglioramento.
Le varie metodiche sono più o meno efficaci anche in rapporto alla profondità alla quale si può arrivare col trattamento.

 

Trattamenti chimici - I risultati migliori si ottengono con l'acido glicolico al 70% o con l'acido tricloroacetico. Queste tecniche possono essere eseguite solo dal medico <Approfondimento>.

 

Trattamenti meccanici - La dermoabrasione eseguita da mani esperte, può dare un buon risultato (la pelle viene levigata con una piccola fresa, in anestesia locale).
Si può utilizzare anche un nuovo tipo di tecnica detta microdermoabrasione.
In questa procedura si utilizzano microcristalli che abradono la cute in modo molto delicato ma efficace.
L'effetto abrasivo dei microcristalli e l'apporto di sostanze cicatrizzanti consente un rimodellamento delle cicatrici di acne e varicella con notevole miglioramento del quadro cutaneo.
Il trattamento è indolore, è ambulatoriale e consente una normale vita sociale.
Le crosticine e l'eritema (arrossamento della cute) che seguiranno all'intervento verranno corrette con un idoneo make - up.
Il numero delle sedute richieste varia da paziente a paziente. Per un buon risultato sono richieste dalle tre alle cinque sedute.
Questo trattamento può essere una tecnica innovativa, alternativa alla più tradizionale dermoabrasione eseguita con le frese.

 

Trattamenti fisici - Una alternativa più sofisticata alla dermoabrasione è costituita dalla laser skin resurafcing con laser C02 superpulsato, con laser Herbium (più delicato, ma meno efficace), con Dye laser o altri.
Con tale metodica si procede ad una ablazione controllata degli strati cutanei analogamente a quanto avviene per il trattamento delle rughe. <Approfondimento>

TRATTAMENTO CON FILLERS

Può essere utile per colmare solamente le depressioni cicatriziali più piccole.
Si possono utilizzare sostanze biocompatibili e anallergiche che si iniettano con un ago molto sottile nello spessore del derma (la parte più robusta e spessa della pelle).
Esistono fillers riassorbibili come l'acido ialauronico o fillers permanenti che non si riassorbono.
L'acido ialauronico è la sostanza più diffusa tra i fillers non permanenti e si usa oltre che per il trattamento delle cicatrici anche per il riempimento delle rughe, per il trattamento di solchi e di piccole aree depresse (in seguito ad interventi) e per l'aumento temporaneo di volume di labbra, zigomi e altre zone del viso.

L'iniezione.... fa male?
Generalmente no, tuttavia in alcune zone particolarmente sensibili (labbra) è opportuno utilizzare l'anestesia locale mediante applicazione di una crema anestetica trenta minuti prima del trattamento oppure eseguire una anestesia per infiltrazione come quella del dentista.
In altre zone non esistono problemi.

Il risultato è stabile?
L'acido ialauronico è una sostanza naturale, normalmente contenuta nel nostro organismo.
Quello usato per gli impianti in commercio viene sintetizzato in laboratorio.
Una volta iniettato, l'acido ialuronico viene gradualmente riassorbito dall'organismo.
La durata di questo processo varia da individuo a individuo: in certi casi l'impianto, sebbene ridotto, è ancora evidente dopo otto mesi. In altri, dopo tre mesi, è necessario fare dei ritocchi.
Recentemente è stata messa in commercio una nuova preparazioni a base di acido ialuronico caratterizzata da una molecola modificata per garantire una più lunga permanenza (anche più di un anno).
Il prodotto non può essere iniettato superficialmente, ma va posizionato nel derma intermedio.

Come consiglio, per valutare tutte le possibilità e le opportunità di un eventuale trattamento, bisogna rivolgersi a un dermatologo plastico o ad un medico estetico nel caso di lesioni cicatriziali non estesissime e poco profonde
Sarà invece consigliabile consultare un chirurgo plastico se le cicatrici sono molto profonde ed estese, se sono del tipo ipertrofico o cheloideo o se è necessario abbinare al trattamento delle cicatrici altri interventi per altri tipi di inestetismi coesistenti.

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