CISTI
Ranula
La ranula è una cisti da
ritenzione (dovuta al ristagno di saliva)
che colpisce la ghiandola sottolinguale.
Si presenta come una sacca ricoperta da
mucosa di aspetto normale situata al di
sotto della lingua. Può determinare,
quando è voluminosa, anche gravi
problemi alla masticazione e alla deglutizione.
La terapia è chirurgica e consiste
nella asportazione completa della cisti
(marsupializzazione).
Cisti da ritenzione
Colpiscono le ghiandole salivari
minori e sono localizzate prevalentemente
alla mucosa delle labbra e delle guance.
Si presentano come piccole masserelle rotondeggianti,
talvolta responsabili di qualche impaccio
nella masticazione. La terapia è
chirurgica.
SCIALOADENITI
Sono malattie infiammatorie
delle ghiandole salivari e possono essere
causate da virus (parotite) o da batteri
(stafilococchi)
Parotite virale epidemica
(Orecchioni)
La parotite è una malattia
infettiva virale che si diffonde per mezzo
della saliva. Colpisce prevalentemente le
ghiandole parotidi quasi sempre bilateralmente
anche se in modo diverso.
Il periodo di incubazione è di 20
giorni circa.
Le parotidi si presentano discretamente
ingrossate ed è presente febbre (per
4-5 giorni) e dolore nelle zone tumefatte.
La malattia guarisce spontaneamente in 8-10
giorni.
Particolare attenzione deve essere riservata
agli adulti di sesso maschile nei quali
è assolutamente necessario un lungo
periodo di riposo assoluto per evitare una
possibile complicazione: l'orchite.
In essa il virus si diffonde attraverso
il sangue ai testicoli e può causare
sterilità.
Parotite batterica
La parotite batterica è
causata in genere dallo stafilococco e si
ferifica con maggior frequenza in soggetti
defedati ed immunodepressi. Colpisce prevalentemente
le ghiandole parotidi ed è frequentemente
monolaterale. La terapia si basa sull'uso
di antibiotici, antiinfiammatori ed antispastici.
SCIALOADENOSI
Sono malattie degenerative
delle ghiandole salivari non associate ad
infezioni, ma a possibili malattie autoimmuni
Sindrome di Sjogren
La malattia colpisce tutte le ghiandole
salivari e le ghiandole lacrimali. E' una
malattia autoimmune ed è causata
da danni prodotti alle ghiandole da anticorpi
anomali presenti nel sangue del paziente.
E' frequentemente associata ad altre malattie
autoimmuni come l'Artrite Reumatoide. Nella
sua forma più grave (sindrome secca)
sono presenti gravi sintomi legati alla
diminuzione della secrezione salivare e
lacrimale: xerostomia (secchezza delle bocca),
disfagia (disturbi della deglutizione),
diminuzione della secrezione lacrimale (congiuntiviti
recidivanti). Ai sintomi suddetti si associano
frequentemente diffusi ed intensi dolori
osteo-articolari.
La diagnosi si formula in base ai sintomi,
all'esame bioptico di una ghiandola salivare
minore (prelevata dal labbro), ad esami
del sangue (RA test ed immunoglobuline)
e a test specifici per la secrezione lacrimale
(test di Schirmer).
La malattia ha un decorso cronico e si giova
di terapie a base di cortisone e di preparati
di saliva e lacrime artificiali.
SCIALOLITIASI
La malattia, detta anche
calcolosi salivare, si caratterizza per
la presenza di calcoli all'interno delle
ghiandole salivari o nei canali di secrezione
della saliva. E' interessata prevalentemente
la ghiandola sottomandibolare e l'affezione
colpisce prevalentemente soggetti che presentano
o hanno presentato gravi problemi dentari.
I calcoli, quando raggiungono dimensioni
considerevoli, bloccano la fuoriuscita di
saliva dalla ghiandola e si manifesta una
sintomatologia ad insorgenza improvvisa,
che compare all'inizio del pasto, caratterizzata
da improvviso gonfiore della ghiandola e
da violenti dolori (colica salivare).
Sono frequenti le complicazioni infiammatorie.
Terapia della calcolosi
salivare
- Terapia medica: antibiotici,
cortisone, antispastici, antiinfiammatori,
dieta
- Terapia chirurgica:
asportazione del calcolo dal condotto o
della intera ghiandola nei casi più
gravi e recidivanti
- Terapia fisica (Litotrissia):
la litotrissia consiste nel sottoporre il
calcolo a campi magnetici prodotti da una
particolare apparecchiatura.
TUMORI
BENIGNI
Adenoma pleomorfo
ll tumore benigno di gran lunga
più frequente delle ghiandole salivari
è l'adenoma pleomorfo, meglio noto
come "Tumore misto".
Colpisce più frequentemente la parotide,
ma può svilupparsi in ogni ghiandola
salivare non escluse le ghiandole salivari
minori che si trovano nella mucosa delle
labbra, delle guancie e del palato molle.
Si presenta come una massa tondeggiante
di consistenza dura non aderente alla cute,
ma intimamente adesa al parenchima ghiandolare.
La neoplasia può essere pluricentrica
(svilupparsi in più zone della stessa
ghiandola).
Cresce molto lentamente e non determina
mai danni alla mimica del volto (paralisi
facciale).
La diagnosi si formula in base all'esame
obiettivo, ad esami strumentali (ecotomografia,
TAC, RMN) e all'agobiopsia
La terapia è chirurgica e consiste
nella asportazione della parte di ghiandola
in cui si è sviluppato.
Nell'intervento sulla parotide particolare
attenzione va riservata all'isolamento del
nervo faciale che attraversa la ghiandola
in profondità.
Cistoadenolinfoma
Noto anche come "Tumore di
Whartin" colpisce in genere la ghiandola
sottomandibolare.
E' una neoplasia benigna ma la trasformazione
maligna pare possibile.
La terapia è chirurgica. Nell'intervento
particolare attenzione va riservata all'isolamento
del nervo "marginalis mandibulae"
ramo del faciale che governa la motilità
del labbro inferiore.
TUMORI
MALIGNI
Le neoplasie maligne più
frequenti delle ghiandole salivari sono
rappresentate dai carcinomi, dagli adenocarcinomi,
dal carcinoma adenocistico e dai linfomi.
Si presentano come masse
dure di forma tondeggiante, ma irregolare
aderenti alla cute e al parenchima ghiandolare,
non dolenti alla palpazione. Vanno incontro
ad un rapido accrescimento e, nei casi più
avanzati, invadono i rami del nervo faciale
che attraversano le ghiandole, determinando
paralisi del volto o di parti di esso (paralisi
facciale completa o parziale di tipo periferico).
Colpiscono tutte le ghiandole
senza risparmiare le salivari minori. La
diagnosi si formula con l'esame obiettivo,
con l'agobiopsia e con esami strumentali
(ecotomografia, TAC, risonanza magnetica).
La terapia è chirurgica,
implica l'asportazione dei linfonodi loco-regionali
e, talvolta, il sacrificio dei rami del
nervo faciale con conseguente paralisi facciale
post-operatoria.
La chemioterapia e la radioterapia
possono o devono essere abbinate secondo
la natura istologica della neoplasia.