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  Patologie ed inestetismi del distretto cervico-facciale
Chirurgia otorinolaringoiatrica e chirurgia estetica
Specialisti in Otorinolaringoiatria, in Chirurgia Estetica
e in branche affini

 

 

PATOLOGIA DELL'ORECCHIO

Otosclerosi

 

CHIRURGIA DELL'ORECCHIO

Chirurgia della sordità (stapedotomia)

Chirurgia delle otiti
(miringoplastica e timpanoplastica)

Chirurgia del colesteatoma
(radicale e timpanoplastica)

 

OTOSCLEROSI

L'otosclerosi, detta anche otospongiosi, è una distrofia (sofferenza e degenerazione) delle strutture ossee del labirinto.
E' generalmente bilaterale e colpisce in genere soggetti giovani con maggior frequenza di sesso femminile (il sesso femminile è colpito con frequenza doppia di quello maschile).
A causa di questo processo osteodistrofico si verifica un "blocco" (anchilosi) del movimento della staffa nella sua sede: la finestra ovale.

Cause
La malattia si trasmette con un meccanismo di tipo ereditario, prevalentemente legato al cromosoma sessuale X e ciò spiegherebbe la maggior incidenza della malattia nelle donne.
L'otosclerosi insorge spesso nella pubertà, si aggrava con la gravidanza e soprattutto con l'allattamento per cui ogni donna affetta dalla malattia deve essere informata che la gravidanza e l'allattamento dovrebbero essere, per quanto è possibile, accuratamente evitati.
Forse, nel determinismo dell'affezione, sono in gioco anche fattori immunitari (intolleranza verso il collagene).

Sintomi
I focolai otospongiotici provocano ipoacusia (perdita di udito) con caratteristiche molto particolari: dapprima di tipo trasmissivo, si trasforma successivamenete in una forma di tipo misto e poi percettivo a causa della proggressiva sofferenza delle strutture nervose cocleari deputate alla percezione dei suoni (organo del Corti).
La malattia porta inevitabilmente ad una perdita uditiva di notevole grado la cui evoluzione può essere talvolta rallentata da idonee terapie mediche.

Diagnosi
La diagnosi si formula in base ai dati anamnestici e soprattutto ai risultati degli esami audiologici (audiometria, impedenzometria). Oltre alla ipoacusia i pazienti affetti da otosclerosi accusano gravi e persistenti acufeni e, saltuariamente, vertigini.
Talvolta l'evoluzione della patologia è molto lenta, in altri casi il paziente va ben presto incontro alla perdita totale dell'udito (detta anacusia se monolaterale; detta cofosi se bilaterale).

Terapia medica
La terapia medica si basa sulla soministrazione a cicli ripetuti di composti a base di fluoruro di calcio che sembra avere una certa azione nel rallentare l'evoluzione del processo di osteogenesi otosclerotico. Si usa nei casi inziali quando non è ancora indicata la chirurgia.

Terapia chirurgica
La terapia è esclusivamente chirurgica e si basa sulla riabilitazione del movimento tra staffa e finestra ovale (intervento di stapedotomia con interposizione di protesi a pistone).Una valida alternativa all'intervento di
microchirurgia tradizionale è rappresentata dalla tecnica laser con laser CO2

 

MICROCHIRURGIA DELL'ORECCHIO E DELLA SORDITA' (COFOCHIRURGIA)

Si eseguono interventi che appartengono a due grandi categorie tra loro artificialmente suddivise in base agli scopi che si prefiggono le operazioni:

Interventi di Cofochirurgia - si eseguono nella otosclerosi e sono finalizzati al recupero della funzione uditiva.

Interventi di Timpanoplastica - si eseguono per la terapia delle infezioni auricolari croniche, dei loro esiti e per il recupero della funzione uditiva.

 

INTERVENTI DI COFOCHIRURGIA
Si eseguono nella otosclerosi e sono finalizzati al recupero della funzione uditiva.

Stapedotomia
E' attualmente l'intervento più eseguito.
Si opera sia in anestesia locale che in anestesia generale con l'ausilio di un microscopio ad elevato ingrandimento.
L'operazione si esegue attraverso il condotto uditivo esterno senza tagli o cicatrici visibili.
Si sposta delicatamente la membrana del timpano dalla sua sede e si visualizza la staffa più o meno danneggiata dal processo otosclerotico.
Si asporta il collegamento della staffa con l'incudine e si pratica un piccolo foro sulla porzione della staffa che è accolta nella finestra ovale (platina).
Si aggancia un piccolo pistone di materiale inerte all'incudine e lo si introduce nel foro praticato nella platina della staffa.
Il recupero uditivo può essere ottimo nel 70% dei casi circa, buono nel 20% circa, insufficiente nel restante 10% dei casi.

Stapedectomia
L'operazione è del tutto analoga alla precedente; differisce solamente perché si asporta completamente la platina della staffa e si inserisce, per chiudere la finestra ovale un lembo di vena del paziente prelevato in precedenza.
La protesi a pistone viene da un lato agganciata all'incudine dall'altro appoggiata sul lembo di vena.
Si utilizza quando la platina della staffa è molto fragile e quando essa si frattura nel tentativo di praticare il foro per la protesi.

Una valida alternativa all'intervento di microchirurgia tradizionale di Stapedotomia è rappresentata dalla tecnica laser con laser CO2, nella quale l'incisione sulla staffa per l'inserimento del pistone viene praticata con il laser a tutto vantaggio della precisone e di un minor danno alle strutture.

E, se il paziente non si vuole operare......, che fare?
Se il paziente non intende operarsi per propri moivi personali, l'unica alternativa è quella di continuare con le terapie mediche preventive con farmaci a base di fluoruro di calcio e di sottoporsi ad una applicazione di protesi acustiche in epoca piuttosto precoce.

 

INTERVENTI DI TIMPANOPLASTICA

Questi interventi si propongono di ricostruire un orecchio medio chiuso, completamente guarito dai processi patologici preesistenti, in grado di trasmettere i suoni con modalità che si avvicinino quanto più possibile alle condizioni normali.
Con questi interventi si provvede a creare un neo-timpano senza perforazioni e si eliminano le infiammazioni croniche (granulazioni), le eventuali formazioni colesteatomatose e le parti dell'apparato di trasmissione della cassa timpanica (catena degli ossicini) danneggiate dall'infezione.
I residui del martello, dell'incudine e della staffa vengono utilizzati per ricostruire una neo-catena tra il nuovo timpano e le strutture del labirinto.

Miringoplastica
Consiste nella plastica delle perforazioni del timpano nei casi in cui non sussistano danni agli ossicini.
L'intervento si esegue in anestesia generale, con l'ausilio di un microscopio (microchirurgia).
Si incide la cute dietro al padiglione auricolare, si isola una guaina che riveste il muscolo temporale (fascia del temporale) e se ne asporta una discreta porzione (servirà per la ricostruzione del timpano).
Dopo aver scollato il condotto uditivo esterno dalla sua sede si raggiunge l'orecchio medio.
Si posiziona il frammento di fascia muscolare al di sotto di ciò che resta della membrana del timpano e si sutura.
La fascia aderirà in un periodo di tempo compreso tra i 15 e i 20 giorni ai residui del timpano creando un neo-timpano perfettamente funzionante con un ottimo recupero uditivo.

Timpanoplastica
E' un intervento utilizzato nella terapia delle otiti croniche (colesteatomatose e non).
La via di accesso e le caratteristiche generali dell'operazione sono analoghe a quelle della miringoplastica.
L'operazione si differenzia poiché, per avere un campo operatorio più ampio (data la maggior gravità e diffusione dei processi infettivi o colesteatomatosi), è necessario rimuovere con una piccola fresa parte dell'osso situato dietro al padiglione auricolare (mastoide). Segue la ricostruzione della catena degli ossicini che si può ottenere mediante l'utilizzo dei residui degli stessi o di materiale inerte (silastic, teflon).
L'efficienza dell'operazione nell'eradicazione dei processi patologici è ottima, il recupero uditivo è buono anche se con molte variabili legate ai danni preesistenti.

Svuotamento radicale timpano-petro-mastoideo
E' l'intervento più demolitivo che si esegue sull'orecchio ed è riservato ai casi in cui il processo infiammatorio cronico (otite) o il colesteatoma distrugge quasi integralmente tutte le strutture dell'orecchio medio causando al paziente gravi ed irreversibili perdite uditive.
Nell'operazione si crea una unica ampia cavità tra il condotto uditivo esterno (che viene di molto ampliato), l'orecchio medio e la mastoide asportando tutto il tessuto infiammatorio (granulazioni) e la massa colesteatomatosa.
L'efficienza della operazione nella eradicazione dei processi patologici è ottima, il recupero uditivo è in genere scarso o nullo in rapporto ai gravi danni preesistenti.

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