PROTESI
ACUSTICHE
Nel campo delle protesi acustiche, l'immensa
evoluzione tecnologica avvenuta nei nostri
giorni, mediante l'applicazione dell'informatica
(software dedicati) e dell'elettronica con
i circuiti al silicio (miniaturizzazione),
ha reso possibili risultati veramente eccezionali.
Oggi disponiamo di protesi acustiche piccolissime,
che possono essere inserite all'interno
del condotto uditivo, quasi invisibili ma
in grado di fornire prestazioni molto raffinate.
Le protesi acustiche si dividono in:
Protesi
acustiche per via ossea
nelle quali l'apparecchio acustico è
inserito all'interno della "stanghetta"
degli occhiali. Si utilizzano per correggere
le ipoacusie trasmissive (perdite uditive,
valutate con l'esame audiometrico, in cui
permane una buona funzione del nervo acustico).
Protesi
acustiche per via aerea:
Retroauricolari:
in cui l'apparecchio acustico è
posizionato dietro il padiglione auricolare.
Endoauricolari:
in cui l'apparecchio acustico è
posizionato dentro il condotto uditivo
esterno.
La situazione clinica in
cui è maggiormente indicata l'applicazione
di una protesi acustica è rappresentata
dalla Ipoacusia percettiva involutiva senile
(presbiacusia).L'organo
dell'udito va incontro ad un precoce invecchiamento
forse poichè esso è sempre
sottoposto a continue sollecitazioni.
Con l'avanzare del tempo la capacità
uditiva progressivamente diminuisce (presbiacusia).Il
paziente affetto dalla prebiacusia non si
accorgerà di particolari problemi
uditivi sino a quando la perdita uditiva
non supererà la soglia di 35 db circa
definita soglia di idoneità sociale.
Al di sotto di tale livello di udito, infatti,
il soggetto comincerà a riferire
i primi problemi di percezione e comprensione
della voce parlata.
La descrizione del fenomeno è tipica:
i pazienti riferiranno infatti di sentire
i suoni ma di non capire le parole.
Nella progressione della prebiacusia compariranno
successivamente altri problemi legati ad
un progressivo deterioramento delle aree
acustiche del cervello legate alla percezione
uditiva. Per questo fatto sarà importante
adire in tempi precoci alla applicazione
di idonee protesi acustiche.
L'indicazione alla
applicazione della protesi acustica
viene di norma stabilita dall'otorinolaringoiatra
o dall'audiologo. Trova un
Audiologo
La scelta del tipo di protesi
e la procedura pratica di applicazione deve
essere eseguita da personale specializzato
(audioprotesisti) che opera in centri acustici
dedicati. Trova un
Centro Acustico
Talvolta, in casi particolari,
anche le protesi più potenti e raffinate
non sono in grado di consentire un sufficente
recupero della capacità uditiva.
In queste circostanze, tuttavia, i pazienti
possono essere trattati con discreti successi
con l'impianto cocleare.
< Approfondimento
>
Consigli per
i portatori di protesi acustica
- Sottoporsi periodicamente
a controlli otorinolaringoiatrici (ogni
6-8 mesi). La presenza della protesi o di
una sua parte all'interno del condotto uditivo
determina, infatti, un possibile ristagno
di cerume che deve essere periodicamente
rimosso.
Se tra protesi e membrana del timpano è
presente cerume abbondante l'apparecchio
non funziona bene e può "fischiare"(effetto
Larsen).
Possono essere utilizzati anche farmaci
per prevenire la formazione del "tappo"
e strumenti per l'igiene personale dei condotti
uditivi.
- Eseguire un esame audiometrico
almeno una volta all'anno.
- Pulire sempre accuratamente
la protesi acustica in particolare quella
endoauricolare per rimuovere ogni possibile
detrito in grado di penetrare all'interno
dell'apparecchio. Nelle protesi retroauricolari
è invece necessaria una attenta igiene
della parte che entra nel condotto uditivo
(la chiocciola di materiale plastico).
- E' possibile che portando
la protesi compaia prurito all'interno dell'orecchio:
potrebbe trattarsi di una dermatite del
condotto.
- Per prevenire dermatiti
dei condotti uditivi (eczema) è utile
cospargere la superficie della chiocciola
o della protesi endoauricolare con gocce
auricolari o lozioni a base di cortisone.
- Dopo un certo periodo di
tempo il condotto uditivo esterno può
cambiare forma, per cui la chiocciola o
la protesi potrebbero uscire frequentemente
dal condotto o "fischiare". In
questi casi è necessario consultare
il proprio audioprotesista per riaddattare
la protesi alla nuova condizione.
- E' estremamente importante
seguire scrupolosamente i consigli dell'audioprotesista
relativamente ai controlli tecnici dell'apparecchio.
Norme
e leggi
I pazienti affetti da ipoacusia
(perdita parziale dell'udito) di livello
medio-grave o grave hanno diritto alla prescrizione
gratuita della protesi acustica ai sensi
del D.P.R. del 28/12/92 pubblicato sul supplemento
ordinario n° 9 della gazzetta ufficiale
della Repubblica Italiana del 14/01/93,
quando la media della perdita uditiva valutata
con l'esame audiometrico per le frequenze
di 500, 1000, 2000 Hertz è uguale
o superiore a 65 Decibel.
Tale valore scende a 50 Decibel per i minori
di 18 anni.
Sono escluse dalla tutela
legislativa le cofosi, cioè le perdite
totali dell'udito, che non possono più
essere riabilitate con protesi acustiche
tradizionali.
Nota bene:
Se in uno stesso paziente coesistono, oltre
alla perdita uditiva, altre cause di invalidità
lavorativa e se esse nella loro totalità
causano una invalidità lavorativa
generica superiore al 35%, allora può
essere richiesta una tutela regionale per
le protesi anche se la sola perdita uditiva
non giustifica, se singolarmente considerata,
il rimborso delle protesi. In questi casi
decide la commissione invalidi della ASL
di appartenenza cui va presentata idonea
domanda.
In caso di qualsiasi contenzioso,
oppure anche solamente per sentire un parere
sulle proprie condizioni di eventuale danno
biologico, si raccomanda di consultare sempre
un medico legale.