Nei traumi cranici e cervicali
sono possibili danni della rocca petrosa
e del labirinto talvolta anche gravi e permanenti.
I danni al labirinto possono
essere causati in modo diretto
oppure indiretto (colpo
di frusta).
Si possono verificare, in
entrambi i casi, fratture della rocca petrosa
e del labirinto ma anche lesioni labirintiche
non accompagnate da frattura, ma comunque
responsabili di sindromi labirintiche con
sintomatologia cocleare (ipoacusia e acufeni)
e vestibolare (vertigini).
Sindrome
labirintica da frattura della rocca petrosa
La linea di frattura interessa
prevalentemente l'orecchio medio e può
quindi provocare emotimpano
(versamento di sangue nell'orecchio) ed
otorragia (fuoriuscita
di sangue dal condotto uditivo attraverso
una lesione del timpano).
La perdita di udito
(ipoacusia) è di tipo trasmissivo,
ma spesso si associano danni al nervo acustico
e vestibolare con fenomeni vertiginosi
di tipo labirintico per danni alla articolazione
tra la staffa e la finestra ovale.
L'ipoacusia è irreversibile
mentre i disturbi vertiginosi con il passar
del tempo, possono migliorare grazie a fenomeni
di compenso centrale.
Il cervello infatti si "abitua"
alla differenza di segnali che giungono
dai labirinti.
La diagnosi
dei danni dovuti al trauma si formula mediante
il parere dell'otorinolaringoiatra e dell'audiologo
mediante l'esecuzione dell'esame obiettivo
(visita) completato da rilievi strumentali
(esame audio-impedenzometrico, ABR, esame
vestibolare, TAC cranio).
Sindrome
labirintica senza frattura della rocca petrosa
In questo caso i danni ai
labirinti cocleare (udito) e vestibolare
(equilibrio) si verificano per un vero e
proprio "scuotimento" violento
della massa encefalica all'interno delle
strutture ossee del cranio (commozione labirintica).
Il fenomeno si può
verificare sia per un trauma diretto che
indiretto (colpo di frusta).
All'interno dei labirinti
si creano microemoraggie che sono responsabili
dei danni alle strutture.
La sintomatologia è
analoga a quella della sindrome labirintica
con frattura, ma molto più sfumata.
La diagnosi si basa sulla
visita, sui dati strumentali e sulla negatività
della ricerca della frattura mediante la
TAC del cranio.
Sindrome
post cranio traumatica
La partecipazione degli organi
deputati al senso dell'udito e dell'equilibrio
ai danni da trauma cranio-cervicale crea
sempre molti problemi sia clinici che in
ambito medico legale.
Non è infrequente
infatti il riscontro di sintomi di tipo
uditivo (diminuzione dell'udito) e di sfumati
sintomi vertiginosi (vertigini soggettive
di durata sub-continua) che possono persistere
anche a lungo dopo un violento traumatismo
del cranio e del collo anche in assenza
di rilievi obiettivi del danno.
Si tratta in questi casi
di una complessa sindrome post traumatica
che pare essere causata da una temporanea
insufficienza delle cellule nervose e che,
se da un lato determina persistenti sofferenze
al paziente, dall'altro crea frequentemente
non pochi problemi in ambito medico legale.
Quando il paziente si trova
in questa situazione e se sussistono problemi
di tipo legale, oltre agli approfondimenti
diagnostici in ambito otorinolaringoiatrico,
audiologico e neurologico, è sempre
consigliabile rivolgersi allo specialista
in medicina legale e delle assicurazioni.