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Patologie

RONCOPATIA e SINDROME DELLE APNEE DEL SONNO

Diagnosi

La diagnosi è volta a distinguere il russatore semplice dal russatore apnoico, a determinare ove esiste il danno anatomico responsabile del fenomeno, a svelare l'esistenza di complicanze.

L'indagine inizia con la raccolta dettagliata della storia clinica del paziente (anamnesi) e continua con una serie di visite ed esami strumentali: visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale a fibre ottiche, fibrolaringoscopia laringea con test di Muller, vista cardiologica con ECG, visita pneumologica con spirometria, EEG, test allergologici, eventuale visita endocrinologica e dietologica.

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E' sempre estremamente importante consultare anche un medico specialista in medicina del sonno (in genere un neurologo) che possa valutare a fondo tutte le anomalie del sonno che presentano questi pazienti.
In ogni caso l'indagine più importante, specifica e preliminare ad ogni altro accertamento per lo studio delle roncopatie, è la Polisonnografia.

Questo esame consiste nella registrazione continua simile a quella dell'holter elettrocardiografico o pressorio, durante il sonno del paziente, di diversi parametri fisiologici: il flusso respiratorio nasale, il livello di saturazione dell'ossigeno del sangue, l'ECG, i movimenti respiratori toracici e addominali e l'intensità dei suoni emessi.

I dati registrati su una piccola scheda magnetica saranno poi riversati su un computer, analizzati in dettaglio e refertati.
La registrazione polisonnografica dura tra le 6 e le 7 ore. E' possibile la registrazione anche al domicilio del paziente. Talvolta, nei casi più gravi, si rende necessario il ricovero di una notte.


TERAPIA (medica, meccanica, chirurgica)

Terapia medica
Tra i vari metodi di terapia medica sono da ricordare, in particolare, le regole igienico-sanitarie volte a ridurre i fattori che favoriscono la roncopatia quali l'alcool, il tabacco, l'uso di sonniferi, gli abusi alimentari.

E' importante ottenere una cospicua diminuzione di peso per ridurre i depositi di tessuto adiposo nelle strutture della gola mediante l'intervento di un valido dietologo competente per questo genere di pazienti.
Gli unici rimedi farmacologici che mantengono una sia pur limitata efficacia sono quelli tesi a migliorare la ventilazione nasale.

Terapia meccanica
L'ossigenoterapia migliora la saturazione di ossigeno ma non riduce il numero di apnee, la loro durata e l'entità della roncopatia. La maschera a pressione positiva o CPAP (Continue Positive Air Pressure) consente l'insufflazione continua di aria sotto pressione per via nasale durante la notte; è attualmente il trattamento non chirurgico più efficace per far cessare gli episodi di apnea e, a pressioni leggermente superiori, anche la roncopatia.


Terapia chirurgica
I trattamenti hanno lo scopo di migliorare la ventilazione nasale e di correggere in modo specifico le alterazioni anatomiche connesse alla roncopatia.
L'adenoidectomia, associata o meno alla tonsillectomia, in genere è sufficiente per risolvere il problema perlomeno nei bambini. <approfondimento>
La tonsillectomia, associata o meno ad altri interventi sul palato, è indicata anche nell'adulto in caso di tonsille voluminose e ostruenti. <approfondimento>
La settoplastica, che consente di "riposizionare" il setto nasale deviato sulla linea mediana, rendendolo rettilineo al fine di ristabilire la pervietà nasale. <approfondimento>
Gli interventi per ridurre il volume dei turbinati troppo congestionati ed aumentati di volume (come spesso avviene nelle riniti allergiche e/o vasomotorie). <approfondimento>

L'intervento chirurgico di elezione per la roncopatia è l'Uvulo Palato Faringo Plastica o UPPP Si tratta di un intervento piuttosto impegnativo da riservare ai casi più gravi. Viene eseguito in anestesia generale e richiede una degenza media di 8 giorni.



Laser chirugia
Oggi, una innovativa aternativa alla UPPP è costituita dalla LAUP o Uvulo Palato Plastica Laser
Il rimodellamento e la riduzione dell'ugola e del palato molle sono effettuati utilizzando un Laser in anestesia locale o generale.

Gli atti chirurgici sopra descritti possono essere effettuati gli uni indipendentemente dagli altri o talvolta in associazione. In genere comunque la terapia chirurgica della roncopatia inizia con gli interventi volti a migliorare la respirazione nasale (interventi Laser sul setto e sui turbinati) e si completa solo in caso di necessità con gli interventi sul palato (LAUP) o sulla laringe (sospensione ioidea).

SE NON SI OPERA ........CHE FARE?
  • E' importante cercare di perdere i chili in eccesso con una attività fisica ed una dieta corretta impostata e seguita da un dietologo esperto in queste patologie: il sovrappeso aumenta in modo considerevole le probabilità di russare.
  • Il pasto serale deve essere leggero e il più possibile sano. E' bene quindi evitare le "abbuffate" e diminuire il consumo di caffè e di alcool.

  • E' consigliabile umidificare la stanza da letto con idonei umidificatori elettrici l'aria troppo secca può provocare ostruzione respiratoria nasale, costringendo il paziente ad una respirazione orale.
  • Anche la posizione assunta prima di addormentarsi è importante: si deve infatti cercare di prendere sonno sdraiati su un fianco oppure proni. L'importante è non dormire supini per evitare un eccessivo rilassamento dei tessuti del velo pendulo (palato molle) e dell'ugola, che vibrano al passaggio dell'aria creando il tipico rumore del russamento.
    Un valido artificio per evitare questo fatto consiste nel cucire una tasca nella parte mediana posteriore della giacca del pigiama del paziente ed inserire in questa tasca una serie di palline da ping-pong o da tennis.
  • Si può tentare di ovviare agli eventuali problemi di difficile respirazione nasale utilizzando, nelle ore notturne, gli appositi cerotti che si usano anche nello sport per migliorare il rendimento fisico degli atleti attraverso una migior respirazione nasale (sono reperibili in commercio).