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Patologie

MALATTIE DELLA FARINGE

ADENOIDI E TONSILLE - F.A.Q.

FARINGITI

Cosa sono e a cosa servono le tonsille e le adenoidi.
Le infezioni ripetute
Le complicazioni
La terapia medica e le terapie alternative
Gli esami specifici per la diagnosi
Quando operare e quando curare
Il punto di vista del pediatra
Gli interventi chirurgici

Faringiti acute
Faringiti croniche
Faringiti in reflusso gastro esofageo

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ADENOIDI E TONSILLE

Il contenuto di questa sezione è stato elaborato in base alle domande che più frequentemente vengono poste sull'argomento:


Cosa sono e a cosa servono le tonsille?
Le tonsille sono organi costituiti da tessuto linfatico e si distinguono in:

  • tonsille palatine: situate nel cavo orale;
  • tonsille faringee o adenoidi: situate dietro alle fosse nasali dove il naso comunica con la faringe appena dietro e in alto rispetto al palato molle e all'ugola (rinofaringe);
  • tonsille linguali: isole di tessuto linfatico situate dietro alla base della lingua.

Questi organi, nel loro complesso, costituiscono una delle parti più importanti del sistema difensivo immunitario delle prime vie aeree.
La loro azione si esplica tuttavia quasi esclusivamente nei primi anni di vita, sino ai tre-quattro anni per le adenoidi, sino agli undici-dodici anni per le tonsille.


Le infezioni ripetute: quando parliamo di tonsillite?
La tonsillite è un processo infiammatorio acuto o cronico (se perdura oltre i tre mesi) che colpisce le tonsille. Se, oltre che al tessuto tonsillare, l'infiammazione si estende ai tessuti vicini parliamo invece di angina (più grave).
Nella maggior parte dei casi l'infezione, se correttamente diagnosticata e curata, guarisce completamente senza creare alcun danno.
Talvolta, tuttavia, le adenotonsilliti dell'infanzia e le tonsilliti dell'adulto tendono a recidivare continuamente anche sino a 6/7 episodi nel corso di un anno. In questi casi i germi, che più frequentemente causano l'infezione, sono gli streptococchi.
Di essi esiste un tipo particolarmente aggressivo (streptococco beta emolitico di gruppo A) che può essere responsabile dell'evoluzione delle tonsilliti in reumatismo articolare acuto (affezione ben più grave che coinvolge l'intero organismo) nonché di altre gravi complicazioni.


Quali possono essere queste complicazioni ?
Episodi recidivanti di adenoiditi e di tonsilliti in età infantile possono causare:

  • Infezioni ripetute dell'orecchio: otite sieromucosa, catarro tubarico, otiti acute, perforazioni del timpano con danni anche permanenti dell'udito.
  • Gravi disturbi del sonno: dal russamento (roncopatia) sino alle apnee notturne (blocco del respiro), che sono responsabili di difficoltà di concentrazione, facile irritabilità, debolezza, disturbi della crescita, disturbi cardiaci.
  • Anomalie dentarie: malocclusioni, palato ogivale, affollamento dentario, anomalie nell'accrescimento del volto (micrognazia della mandibola) che dovranno essere corrette con la terapia ortodontica (apparecchio fisso o mobile) o con la chirurgia.
  • Arresti o ritardi nell'accrescimento corporeo.
  • Reumatismo articolare acuto (febbri reumatiche): grave affezione estesa a tutto l'organismo che colpisce le articolazioni e il cuore (valvole cardiache).
  • Glomerulonefrite: infezione acuta delle reni che può in rari casi portare anche a grave insufficienza renale.

Quali sono le complicazioni nell'adulto:
Nell'adulto si possono presentare le stesse complicazioni che abbiamo visto per il bimbo in forma sempre più grave (reumatismo articolare, carditi, nefriti).
Non si osservano invece le complicanze relative alle adenoiditi che colpiscono l'orecchio (infatti l'adenoide tende a scomparire durante lo sviluppo nell'epoca della pubertà intorno ai 14-15 anni).

Altre gravi complicazioni che possono verificarsi nell'adulto sono

  • L'ascesso peritonsillare in cui l'infezione dalle tonsille si diffonde in profondità formando una raccolta di pus tra tonsilla e parete della faringea che deve essere sempre prontamente evacuata con un intervento chirurgico d'urgenza.
  • La setticemia quando l'infezione attraverso il sangue si diffonde in tutto l'organismo (è la complicanza più grave e può anche essere mortale)
-Domande all'Esperto
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